Dream Home (2010) di Pang Ho-cheung


Cheung Lai-sheung, una giovane donna impiegata in una banca, una sera entra in un palazzo di un prestigioso condominio di Hong Kong e ammazza senza pietà un certo numero di inquilini.
Scopriremo, a mano a mano, che la signorina Cheung sogna da anni un appartamento in quel palazzo, e che per diversi motivi finora le è stato impossibile realizzare il suo obiettivo, nonostante abbia fatto tutto il possibile per mettere insieme il denaro.
"In una città dove i prezzi delle case sono totalmente folli, per sopravvivere è necessario essere totalmente fuori di testa": Pang Ho-cheung, abbandonata la spocchia intellettuale del precedente Trivial Matters, abbraccia con Dream Home il cinema di genere più estremo immergendo la macchina da presa nel sangue. Gia' un caso ancora prima di uscire per i problemi di censura,passato in anteprima mondiale a Udine 2010, Dream Home e' un prodotto di difficile catalogazione, a meta' tra lo slasher efferato e la critica sociale. Critica sociale che incrocia le speculazioni edilizie di Hong Kong  ( curiosamente gia' lo spunto del Ghost movie Home Sweet Home di Soi Cheang) con la crisi del mercato dei subprime che si sta propagando dagli States.
Il massacro di cui si rende protagonista l'apparentemente timida impiegata di call center di una banca e' alternato dai flash back che ne motivano il rancore e lo scoppio del delirio omicida. E il sangue corre a fiumi, con morti raccapriccianti ( pure una ragazza gravida) o demenziali , sempre colpendo basso lo spettatore. Alla fine non tutto torna, c'e' troppo calcolo e qualche eccesso alla Brain Dead  stona .
Ma va dato atto a Pang di avere coraggio, sfidando la censura cinese senza lesinare su corpi nudi, peni mozzati e crani fratturati...e di averne ancora visto che subito dopo ha girato  una commedia sentimentale (Love in a Puff)!
Da applausi l'incipit con il primo assassinio. Musiche dell'italiano Gabriele Roberto.






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