Palma D'oro 2011: The Tree of Life di T.Malick
Si e' conclusa pochi istanti fa la premiazione, ecco i vincitori :
Palma d’Oro al miglior film: THE TREE OF LIFE
Grand Prix Speciale della Giuria: Le gamin aux velo e Once Upon a Time in Anatolia
Prix d’interprétation féminine assegnato alla migliore attrice: Kirsten Dunst per Melancholia
Prix d’interprétation masculine assegnato al miglior attore: Jean Dujardin the Artist
Prix de la mise en scène assegnato al miglior regista: Nicholas Winding Refn per Drive
Prix du scénario assegnato al miglior sceneggiatore: Joseph Cedar per Footnote
Premio della giuria: Polisse - Maïwenn
Camera d’Or alla miglior opera prima di tutte le sezioni: Las Acacias - Pablo Giorgelli (Semaine de la critique)
Palma d’oro al miglior cortometraggio: Cross - Maryna Vroda
Prix della Giuria (cortometraggio): Badpakje 46 - Wannes Destoop
'The Tree of Life' -- guarda una clip del film qui:
http://insidemovies.ew.com/2011/05/04/tree-life-brad-pitt-clip/#more-36380
Far East Udine : vince Aftershock
La rassegna dedicata al cinema orientale, giunta alla 13ª edizione, ha visto trionfare il film cinese Aftershock, drammone di 3 ore del regista Feng Xiaogang, tristemente attuale per la tematica trattata. Partendo dal terremoto che ha colpito la regione della città di Tangshan il 28 luglio 1976 e che causò la morte di più di 250 mila persone, la storia si dipana fino ai giorni nostri, quando una madre e una figlia si ritrovano dopo anni, a causa di una nuova scossa della terra. Secondo posto per la storia di amore e di formazione, Under the Hawthorn Tree (visto qualche mese fa a Berlino 2011), del regista Zhang Yimou, per la prima volta presente alla rassegna con un suo film in concorso. Sorpresa al terzo gradino del podio, la commedia pura, genere slapstick, di origine filippina Here Comes the Bride.
Black Dragon scontato, al bellissimo e vivamente consigliato Confessions di di Tetsuya Nakashima (Kamikaze Girls).
Black Dragon scontato, al bellissimo e vivamente consigliato Confessions di di Tetsuya Nakashima (Kamikaze Girls).
Lie to Me
Fino a che punto crediamo nelle storie raccontateci dalla politica? In Berlusconi a Teheran, il filosofo sloveno Slavoj Žižek racconta un celebre aneddoto sullo scienziato Niels Bohr: a uno studente stupito di trovare sulla sua porta di casa un ferro da cavallo scaccia sfortuna, il fisico rispose:
neanch’io ci credo; l’ho appeso lì perché mi hanno detto che funziona anche senza crederci.
Secondo Žižek, la storiella serve a capire la logica dell’ideologia contemporanea: nessuno prende sul serio la democrazia o la giustizia, siamo tutti consapevoli che sono due ambiti corrotti, ma li pratichiamo ugualmente perché riteniamo che funzionino anche senza crederci.
Come la celebre battuta di Groucho Marx:
quest’uomo può sembrare un idiota corrotto e può agire come un idiota corrotto, ma non farti ingannare – lui è un idiota corrotto!
La (dis)velata Melancholia
A pochi giorni dall’annuncio che Melancholia è ufficialmente entrato in concorso al sessantaquattresimo Festival di Cannes, il regista Lars Von Trier è tornato a parlare del film: “Come avete visto nel trailer – ha detto in un’intervista a Empire – Melancholia è il nome del pianeta dieci volte più grande della Terra. Mi piaceva l’idea che il nostro pianeta venisse inghiottito da Melancholia. Ho pensato fosse una bella idea: ho letto che si tratta di una delle virtù del romanticismo: quella di voler essere purificati, morendo. Il film, infatti, contiene, molto di questo concetto originale di romanticismo. Molte pellicole oggi sono noiose nel mettere in scene la loro interpretazione di romanticismo”.
Sì, abita con la bellezza, lei, con la bellezza che deve morire;
E con la Gioia, che sempre una mano tiene sulle labbra
Per augurare addio: e vicino al Piacere, che fa soffrire,
E si tramuta in veleno mentre come un’ape succhia la bocca:
Sì, nel tempio stesso del Diletto
Ha il suo santuario sovrano la velata Melanconia,
Anche se nessuno la scorge se non quello la cui strenua lingua
Schiaccia il grappolo della Gioia sul palato da intenditore:
Assaggerà allora l’anima sua la tristezza di quel potere
Che la farà rimanere sospesa tra i suoi nebulosi trofei.
(John Keats, Ode alla malinconia)
Sì, abita con la bellezza, lei, con la bellezza che deve morire;
E con la Gioia, che sempre una mano tiene sulle labbra
Per augurare addio: e vicino al Piacere, che fa soffrire,
E si tramuta in veleno mentre come un’ape succhia la bocca:
Sì, nel tempio stesso del Diletto
Ha il suo santuario sovrano la velata Melanconia,
Anche se nessuno la scorge se non quello la cui strenua lingua
Schiaccia il grappolo della Gioia sul palato da intenditore:
Assaggerà allora l’anima sua la tristezza di quel potere
Che la farà rimanere sospesa tra i suoi nebulosi trofei.
(John Keats, Ode alla malinconia)
Bambi contro Godzilla di David Mamet (minimum Fax)
Il cinema, nato come l’ultima trovata commerciale in fatto di divertimento popolare, sembra essere tornato al punto di partenza. I giorni della sceneggiatura volgono al termine. Al suo posto troviamo una premessa alla quale appiccicare le varie gag. Questi eventi, che una volta non erano che ornamenti della storia vera e propria, sono ormai quasi l’unica ragion d’essere del film. Nei thriller gli eventi sono le scene d’azione e le esplosioni; nei film dell’orrore gli squartamenti; nei polizieschi e nei film di guerra le sparatorie e i bombardamenti.
Il cinema basato soltanto sui «punti culminanti» è figlio del cinema porno.
Il cinema basato soltanto sui «punti culminanti» è figlio del cinema porno.
Rob Zombie's Lords of Salem
La riprese sono ancora in corso ma sul suo blog http://rzfilms.blogspot.com/2011/03/lords-locations.html, Zombie ha pubblicato le prime foto delle locations di Lords of Salem titolo ispirato da una sua canzone...
La storia riguarderebbe un DJ di una stazione locale che erroneamente scatena una maledizione infernale sulla città. 300 anni prima nelle stesse strade di Salem percorse oggi dagli abitanti, persone innocenti furono trascinate fuori dalle loro case, accusate di stregoneria e condannate a morte. I signori di Salem amministrarono la città con il pugno di ferro, ma quattro streghe torturate e uccise in segreto giurarono di tornare un giorno per consumare la loro vendetta.
Come già avvenuto per i primi suoi due film (La casa dei 1000 corpi, La casa del diavolo) Rob Zombie tornerà a comporre personalmente la colonna sonora della pellicola, dopo avervi rinunciato nelle due pellicole della serie di Halloween da lui dirette.
La storia riguarderebbe un DJ di una stazione locale che erroneamente scatena una maledizione infernale sulla città. 300 anni prima nelle stesse strade di Salem percorse oggi dagli abitanti, persone innocenti furono trascinate fuori dalle loro case, accusate di stregoneria e condannate a morte. I signori di Salem amministrarono la città con il pugno di ferro, ma quattro streghe torturate e uccise in segreto giurarono di tornare un giorno per consumare la loro vendetta.
Come già avvenuto per i primi suoi due film (La casa dei 1000 corpi, La casa del diavolo) Rob Zombie tornerà a comporre personalmente la colonna sonora della pellicola, dopo avervi rinunciato nelle due pellicole della serie di Halloween da lui dirette.
Il ritorno di James Gunn
Ecco i folli titoli di testa animati di Super, commedia irriverente del sottovalutato James Gunn (Slither) con Rainn Wilson ed Ellen Page..in attesa esca anche da noi...vana speranza?
A film by Lars (Von) Trier !
Sua Maesta' Kirsten Dunst, Charlotte Gainsbourg, Kiefer Sutherland, John Hurt, Charlotte Rampling e Alexander Skarsgård sono gli interpreti di Melancholia, il nuovo film di Lars Von Trier: ragazzi...troppa roba!! Il trailer e' da Urlo, in senso ginsberghiano...Non ci dormo la notte!
Pirahna 3d: un'altra recensione
Il 25 ottobre dell'anno scorso, riaprendo il blog, la prima recensione -entusiasta- riguardava Pirahna 3D.
Oggi che il film esce in Italia e l'euforia corre sul web , ripubblichiamo un post apparso pochi giorni fa sul sito Pampero Fundacion (http://www.pamperofundacion.it/uncategorized/la-recensione-del-lunedi-piranha-3d/) , che sottoscriviamo in pieno!
Facendo due rapidi calcoli, Alexander Aja può essere considerato il regista dei remake. Che è strano se pensiamo al fatto che più o meno tutti noi l’abbiamo conosciuto con Alta Tensione, il suo secondo film, salutato come uno degli horror più vitali del nuovo millennio. Cos’è successo dopo quel film? Il francese Alexander s’è fatto ovviamente tentare dall’America. Arrivato oltreoceano, gli è stato affidato subito il remake del craveniano Le Colline Hanno gli Occhi. Poi è stata la volta di Mirrors – Riflessi di Paura, remake del coreano Into the Mirror. Nota personale: mi rendo conto solo ora di essere talmente demente da essermi visto entrambi i seguiti di questi due film di Aja. Sia Le Colline hanno gli Occhi 2 (tra l’altro al cinema, pagando quindi volontariamente dei soldi), sia Mirrors 2, che è un film talmente brutto che mi piacerebbe avere indietro quell’ora e mezza che ho buttato via della mia vita. Avrei potuto fare di molto meglio: drogarmi, stare in coda in macchina in autostrada, farmi operare con un cacciavite al ginocchio da un meccanico cieco. Ci sono tante cose più belle e utili al mondo che guardare Mirrors 2. Bisogna anche dire che Mirrors – Riflessi di Paura, è un film piuttosto sbagliato – a partire dall’imbarazzo di vedere Kiefer Sutherland in una parte che urla “Nicolas Cage!” in ogni fotogramma – che ci ha fatto temere di aver perso quel giovane talento francese su cui pochi anni prima saremmo stati pronti a scommettere. E dopo quell’esperienza, Aja si mette a girare Piranha 3D, il remake del cormaniano Piraña di Joe Dante.
Con tutto il rispetto per Joe Dante, a cui si vuole ovviamente un mondo di bene, ma capite anche voi che decidere di fare un remake di Piraña, vuol dire essere totalmente alla frutta. Come si arriva nel 2010 a voler fare un remake di un film del genere? Immagino che in questi anni gli studios paghino degli stagisti per scovare i film che ancora non sono stati rifatti. “Guardi, non c’è rimasto tanto: abbiamo un Piraña o un Scarlatti – Il Thriller. Cosa sceglie? Io le consiglio il primo, che viene via con poco e può anche andare al mare a girarlo”. Notizia aggiuntache random che sicuramente vi interesserà una cifra: forse non tutti sanno che il film del 1978, ebbe anche un seguito: Piranha Paura, diretto nel 1981 da James Cameron. James Cameron quello di Avatar, non è un caso di omonimia. Lo stesso James Cameron che in un’intervista, alla domanda “Cosa ci puoi dire su Piranha Paura?”, rispose: “Il miglior film sui piranha volanti mai realizzato?”. Cosa per altro molto vera. Tornando invece al presente: Alexander Aja firma il remake di Piraña, lo gonfia in 3 dimensioni ed esce tutto contento in sala. Risultato: uno dei film più divertenti mai visti.
Alexander Aja dimostra, proprio in questa occasione, di non essere un cretino, ma di sapere maneggiare con molta consapevolezza anche materiale del genere. Perché può sembrare una stupidata, ma la cosa più difficile è l’atteggiamento con cui si affronta una pellicola come questa. Come direbbe Renè Ferretti al suo direttore della fotografia: “Ah Duccio, mica stamo affà Kubrick!”. Aja ovviamente lo sa, capisce per quale motivo la Dimension Film ha deciso di fare con lui Piranha 3D e colpisce nel segno. Semplicemente, mette il volume al massimo (possiamo anche citare il famoso “these go to eleven“). Lo script, affidato a Josh Stolberg e Pete Goldfinger – due che hanno scritto anche Patto di Sangue, il remake di The House on Sorority Row – ignora anche quell’acceno ecologista che c’era nell’originale e si concentra solo su una cosa: il macello. Anzi, scusate, su due cose: il macello e le tette. Piccola cittadina americana durante lo sping break: mentre tutti sono impegnati a togliersi la maglietta (in 3d), bere, ballare, fare vedere le tette (in 3d) o a schizzarsi con l’acqua, arrivano dei bruttissimi piranha preistorici (in 3d). La conseguenza è del macello. A cui si alterna una sequenza gratuita di tette. Poi c’è un po’ di macello, seguito a ruota da una sequenza di tette. Perfetto.
C’è anche una trama che ora non vi sto a svelare per non togliervi il piacere di scoprirla da soli, ma vi posso assicurare che una volta usciti dal cinema, non sarà la storia la cosa che vi rimarrà più impressa. Incisa a fuoco nella memoria avrete la più lunga sfilza di camei di icone mai visto in sala: ci sono Elisabeth Shue, Ving Rhames, Jerry “il mio amico Ultraman” O’Connell, Eli Roth e Christoper Lloyd vecchissimo che appena lo riconosci vuoi entrare dentro alla pellicola per abbracciarlo e dirgli: “Ciao Doc! Ti ricordi quei dannati libici?”. C’è addirittura un camero iniziale per Richard Dreyfuss che interpreta il suo personaggio de Lo Squalo. E va dato il merito ad Aja di essere stato in grado di gestire questo pericolosissimo ottovolante impazzito di richiami cinemaotgrafici in maniera egregia, sempre sul filo della baracconata, ma senza mai scadere nella trappolona del “trash divertente”. E poi c’è da fare i conti con l’altissimo tasso di emoglobina & nudità. Uccisioni violentissime e particolarmente sanguinose con infilato in mezzo una sequenza in cui Kelly Brook e la porno star Riley Steele ballano nude (in 3d) sott’acqua sulle note di una famosa aria (di cui nulla so perché sono una capra). E a quel punto cosa fai? Ti alzi in piedi e batti le mani. C’è pochissimo altro da fare.
Oggi che il film esce in Italia e l'euforia corre sul web , ripubblichiamo un post apparso pochi giorni fa sul sito Pampero Fundacion (http://www.pamperofundacion.it/uncategorized/la-recensione-del-lunedi-piranha-3d/) , che sottoscriviamo in pieno!
Facendo due rapidi calcoli, Alexander Aja può essere considerato il regista dei remake. Che è strano se pensiamo al fatto che più o meno tutti noi l’abbiamo conosciuto con Alta Tensione, il suo secondo film, salutato come uno degli horror più vitali del nuovo millennio. Cos’è successo dopo quel film? Il francese Alexander s’è fatto ovviamente tentare dall’America. Arrivato oltreoceano, gli è stato affidato subito il remake del craveniano Le Colline Hanno gli Occhi. Poi è stata la volta di Mirrors – Riflessi di Paura, remake del coreano Into the Mirror. Nota personale: mi rendo conto solo ora di essere talmente demente da essermi visto entrambi i seguiti di questi due film di Aja. Sia Le Colline hanno gli Occhi 2 (tra l’altro al cinema, pagando quindi volontariamente dei soldi), sia Mirrors 2, che è un film talmente brutto che mi piacerebbe avere indietro quell’ora e mezza che ho buttato via della mia vita. Avrei potuto fare di molto meglio: drogarmi, stare in coda in macchina in autostrada, farmi operare con un cacciavite al ginocchio da un meccanico cieco. Ci sono tante cose più belle e utili al mondo che guardare Mirrors 2. Bisogna anche dire che Mirrors – Riflessi di Paura, è un film piuttosto sbagliato – a partire dall’imbarazzo di vedere Kiefer Sutherland in una parte che urla “Nicolas Cage!” in ogni fotogramma – che ci ha fatto temere di aver perso quel giovane talento francese su cui pochi anni prima saremmo stati pronti a scommettere. E dopo quell’esperienza, Aja si mette a girare Piranha 3D, il remake del cormaniano Piraña di Joe Dante.
Con tutto il rispetto per Joe Dante, a cui si vuole ovviamente un mondo di bene, ma capite anche voi che decidere di fare un remake di Piraña, vuol dire essere totalmente alla frutta. Come si arriva nel 2010 a voler fare un remake di un film del genere? Immagino che in questi anni gli studios paghino degli stagisti per scovare i film che ancora non sono stati rifatti. “Guardi, non c’è rimasto tanto: abbiamo un Piraña o un Scarlatti – Il Thriller. Cosa sceglie? Io le consiglio il primo, che viene via con poco e può anche andare al mare a girarlo”. Notizia aggiuntache random che sicuramente vi interesserà una cifra: forse non tutti sanno che il film del 1978, ebbe anche un seguito: Piranha Paura, diretto nel 1981 da James Cameron. James Cameron quello di Avatar, non è un caso di omonimia. Lo stesso James Cameron che in un’intervista, alla domanda “Cosa ci puoi dire su Piranha Paura?”, rispose: “Il miglior film sui piranha volanti mai realizzato?”. Cosa per altro molto vera. Tornando invece al presente: Alexander Aja firma il remake di Piraña, lo gonfia in 3 dimensioni ed esce tutto contento in sala. Risultato: uno dei film più divertenti mai visti.
Alexander Aja dimostra, proprio in questa occasione, di non essere un cretino, ma di sapere maneggiare con molta consapevolezza anche materiale del genere. Perché può sembrare una stupidata, ma la cosa più difficile è l’atteggiamento con cui si affronta una pellicola come questa. Come direbbe Renè Ferretti al suo direttore della fotografia: “Ah Duccio, mica stamo affà Kubrick!”. Aja ovviamente lo sa, capisce per quale motivo la Dimension Film ha deciso di fare con lui Piranha 3D e colpisce nel segno. Semplicemente, mette il volume al massimo (possiamo anche citare il famoso “these go to eleven“). Lo script, affidato a Josh Stolberg e Pete Goldfinger – due che hanno scritto anche Patto di Sangue, il remake di The House on Sorority Row – ignora anche quell’acceno ecologista che c’era nell’originale e si concentra solo su una cosa: il macello. Anzi, scusate, su due cose: il macello e le tette. Piccola cittadina americana durante lo sping break: mentre tutti sono impegnati a togliersi la maglietta (in 3d), bere, ballare, fare vedere le tette (in 3d) o a schizzarsi con l’acqua, arrivano dei bruttissimi piranha preistorici (in 3d). La conseguenza è del macello. A cui si alterna una sequenza gratuita di tette. Poi c’è un po’ di macello, seguito a ruota da una sequenza di tette. Perfetto.
C’è anche una trama che ora non vi sto a svelare per non togliervi il piacere di scoprirla da soli, ma vi posso assicurare che una volta usciti dal cinema, non sarà la storia la cosa che vi rimarrà più impressa. Incisa a fuoco nella memoria avrete la più lunga sfilza di camei di icone mai visto in sala: ci sono Elisabeth Shue, Ving Rhames, Jerry “il mio amico Ultraman” O’Connell, Eli Roth e Christoper Lloyd vecchissimo che appena lo riconosci vuoi entrare dentro alla pellicola per abbracciarlo e dirgli: “Ciao Doc! Ti ricordi quei dannati libici?”. C’è addirittura un camero iniziale per Richard Dreyfuss che interpreta il suo personaggio de Lo Squalo. E va dato il merito ad Aja di essere stato in grado di gestire questo pericolosissimo ottovolante impazzito di richiami cinemaotgrafici in maniera egregia, sempre sul filo della baracconata, ma senza mai scadere nella trappolona del “trash divertente”. E poi c’è da fare i conti con l’altissimo tasso di emoglobina & nudità. Uccisioni violentissime e particolarmente sanguinose con infilato in mezzo una sequenza in cui Kelly Brook e la porno star Riley Steele ballano nude (in 3d) sott’acqua sulle note di una famosa aria (di cui nulla so perché sono una capra). E a quel punto cosa fai? Ti alzi in piedi e batti le mani. C’è pochissimo altro da fare.
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Potra' essere anche una ciofeca...ma come si fa' ad non andare a vederlo? E' come non festeggiare Capodanno, no?
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