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Finalmente Let me in (2010) di Matt Reeves


Finalmente il 30 settembre prossimo, con un anno di ritardo e il titolo italiano molto originale di Blood Story, esce anche nel nostro (?)  paese (??), il bellissimo remake di Matt Reeves ( Cloverfield) del capolavoro dello svedese  Alfredson ( in questi giorni in concorso a Venezia con La Talpa) uscito da noi col titolo ben piu' evocativo ( e filologico!) di Lasciami entrare, entrambi basati sull'omonimo romanzo di John Ajvide Lindqvist.
Il film , con la "solita"  strepitosa Chloe Moretz e Kodi Smit -McPhee ( The Road), non meritava tutta questa attesa.
Da vedere...

Lunga vita a Kim Jee-woon : nelle sale The Good, The Bad, The Weird!


Non so se piangere o ridere, e allora piango e rido insieme : a Ottobre, dovrebbe uscire nelle sale italiane Il buono, il matto, il cattivo, ovvero The Good, The Bad, The Weird , penultima fatica di Kim Jee-woon , che ha poi girato un gioiello come I saw the devil. Il film e' del 2008 ed e' passato al Far East di Udine nel 2000 ed e' una rilettura divertente, pirotecnica e accuratissima del cinema di Leone.
Da non perdere, come anche Detective Dee e il mistero della fiamma fantasma di Tsui Hark , che arriverà in sala il 26 agosto! Sempre grazie alla benemerita Tucker Film che presto portera' in sala anche POETRY di Lee Chang-dong. Bene,bravi,bis... http://www.tuckerfilm.com/



e beccatevi anche questo...

Pirahna 3d: un'altra recensione

Il 25 ottobre dell'anno scorso, riaprendo il blog, la prima recensione -entusiasta- riguardava Pirahna 3D.
Oggi che il film esce in Italia e l'euforia corre sul web , ripubblichiamo un post apparso pochi giorni fa sul sito Pampero Fundacion (http://www.pamperofundacion.it/uncategorized/la-recensione-del-lunedi-piranha-3d/) , che sottoscriviamo in pieno!


Facendo due rapidi calcoli, Alexander Aja può essere considerato il regista dei remake. Che è strano se pensiamo al fatto che più o meno tutti noi l’abbiamo conosciuto con Alta Tensione, il suo secondo film, salutato come uno degli horror più vitali del nuovo millennio. Cos’è successo dopo quel film? Il francese Alexander s’è fatto ovviamente tentare dall’America. Arrivato oltreoceano, gli è stato affidato subito il remake del craveniano Le Colline Hanno gli Occhi. Poi è stata la volta di Mirrors – Riflessi di Paura, remake del coreano Into the Mirror. Nota personale: mi rendo conto solo ora di essere talmente demente da essermi visto entrambi i seguiti di questi due film di Aja. Sia Le Colline hanno gli Occhi 2 (tra l’altro al cinema, pagando quindi volontariamente dei soldi), sia Mirrors 2, che è un film talmente brutto che mi piacerebbe avere indietro quell’ora e mezza che ho buttato via della mia vita. Avrei potuto fare di molto meglio: drogarmi, stare in coda in macchina in autostrada, farmi operare con un cacciavite al ginocchio da un meccanico cieco. Ci sono tante cose più belle e utili al mondo che guardare Mirrors 2. Bisogna anche dire che Mirrors – Riflessi di Paura, è un film piuttosto sbagliato – a partire dall’imbarazzo di vedere Kiefer Sutherland in una parte che urla “Nicolas Cage!” in ogni fotogramma – che ci ha fatto temere di aver perso quel giovane talento francese su cui pochi anni prima saremmo stati pronti a scommettere. E dopo quell’esperienza, Aja si mette a girare Piranha 3D, il remake del cormaniano Piraña di Joe Dante.


Con tutto il rispetto per Joe Dante, a cui si vuole ovviamente un mondo di bene, ma capite anche voi che decidere di fare un remake di Piraña, vuol dire essere totalmente alla frutta. Come si arriva nel 2010 a voler fare un remake di un film del genere? Immagino che in questi anni gli studios paghino degli stagisti per scovare i film che ancora non sono stati rifatti. “Guardi, non c’è rimasto tanto: abbiamo un Piraña o un Scarlatti – Il Thriller. Cosa sceglie? Io le consiglio il primo, che viene via con poco e può anche andare al mare a girarlo”. Notizia aggiuntache random che sicuramente vi interesserà una cifra: forse non tutti sanno che il film del 1978, ebbe anche un seguito: Piranha Paura, diretto nel 1981 da James Cameron. James Cameron quello di Avatar, non è un caso di omonimia. Lo stesso James Cameron che in un’intervista, alla domanda “Cosa ci puoi dire su Piranha Paura?”, rispose: “Il miglior film sui piranha volanti mai realizzato?”. Cosa per altro molto vera. Tornando invece al presente: Alexander Aja firma il remake di Piraña, lo gonfia in 3 dimensioni ed esce tutto contento in sala. Risultato: uno dei film più divertenti mai visti.


Alexander Aja dimostra, proprio in questa occasione, di non essere un cretino, ma di sapere maneggiare con molta consapevolezza anche materiale del genere. Perché può sembrare una stupidata, ma la cosa più difficile è l’atteggiamento con cui si affronta una pellicola come questa. Come direbbe Renè Ferretti al suo direttore della fotografia: “Ah Duccio, mica stamo affà Kubrick!”. Aja ovviamente lo sa, capisce per quale motivo la Dimension Film ha deciso di fare con lui Piranha 3D e colpisce nel segno. Semplicemente, mette il volume al massimo (possiamo anche citare il famoso “these go to eleven“). Lo script, affidato a Josh Stolberg e Pete Goldfinger – due che hanno scritto anche Patto di Sangue, il remake di The House on Sorority Row – ignora anche quell’acceno ecologista che c’era nell’originale e si concentra solo su una cosa: il macello. Anzi, scusate, su due cose: il macello e le tette. Piccola cittadina americana durante lo sping break: mentre tutti sono impegnati a togliersi la maglietta (in 3d), bere, ballare, fare vedere le tette (in 3d) o a schizzarsi con l’acqua, arrivano dei bruttissimi piranha preistorici (in 3d). La conseguenza è del macello. A cui si alterna una sequenza gratuita di tette. Poi c’è un po’ di macello, seguito a ruota da una sequenza di tette. Perfetto.

C’è anche una trama che ora non vi sto a svelare per non togliervi il piacere di scoprirla da soli, ma vi posso assicurare che una volta usciti dal cinema, non sarà la storia la cosa che vi rimarrà più impressa. Incisa a fuoco nella memoria avrete la più lunga sfilza di camei di icone mai visto in sala: ci sono Elisabeth Shue, Ving Rhames, Jerry “il mio amico Ultraman” O’Connell, Eli Roth e Christoper Lloyd vecchissimo che appena lo riconosci vuoi entrare dentro alla pellicola per abbracciarlo e dirgli: “Ciao Doc! Ti ricordi quei dannati libici?”. C’è addirittura un camero iniziale per Richard Dreyfuss che interpreta il suo personaggio de Lo Squalo. E va dato il merito ad Aja di essere stato in grado di gestire questo pericolosissimo ottovolante impazzito di richiami cinemaotgrafici in maniera egregia, sempre sul filo della baracconata, ma senza mai scadere nella trappolona del “trash divertente”. E poi c’è da fare i conti con l’altissimo tasso di emoglobina & nudità. Uccisioni violentissime e particolarmente sanguinose con infilato in mezzo una sequenza in cui Kelly Brook e la porno star Riley Steele ballano nude (in 3d) sott’acqua sulle note di una famosa aria (di cui nulla so perché sono una capra). E a quel punto cosa fai? Ti alzi in piedi e batti le mani. C’è pochissimo altro da fare.

Martyrs: un remake americano?

Twitch rilancia la notizia di un prossimo remake USA del caposaldo di Pascal Laugier; lo dirigerebbe Daniel Stamm del quale esce anche da noi in questi giorni The last Exorcism...mah...intanto il trailer...

The Stepfather- Il segreto di David (2009) di Nelson McCormick

Alla fine degli anni Ottanta andarono di moda babysitter ( una su tutte, la Rebecca de Mornay de La Mano sulla Culla di C.Hanson) e patrigni malefici, e The Stepfather di Joseph Reuben (1988) ebbe un grosso successo di botteghino negli states, lanciando il giovane regista verso la carriera hollywoodiana , presto costellate di fallimenti fino all'ultimo The forgotten del 2004, anno in cui si perdono le sue tracce.
Ora McCormick che proviene dalla Tv (24, Criminal minds, Csi Ny)e si vede, prova inutilmente ad aggiornare la storia del patrigno psicopatico sfruttando la maschera di Dylan Walsh ( Nip Tuck). Con risultati risibili, giacche' gia' il predecessore non era granche'...
Comunque Amber Heard gira in 3/4 delle sue pose in bikini o intimo, quindi...buona visione!
il trailer

e Amber!

Finalmente si fa sul serio : I SPIT ON YOUR GRAVE!

Conosciuto da noi come Non violentate jennifer, I spit on your grave e' uno dei titoli limite dell'horror anni 70 e finalmente si e' pensato a un remake e il trailer promette bene...
Dopo L'ultima casa a sinistra - bellissimo il remake - e aspettando As soon the darkness, viva the seventies!

e l'originale

Pirahna 3d (2010) di A.Aja

Ogni anno la popolazione di Lake Victoria passa da 5.000 a 50.000 anime per le vacanze di primavera, un tripudio di sole, divertimento e alcol. Ma quest’anno toccherà preoccuparsi di qualcosa di ben più peggiore delle sbornie e delle denuncie dei vecchi abitanti. Un nuovo tipo di terrore sta per fare il suo ingresso. Dopo un’improvvisa scossa di terremoto sottomarina, che ha risvegliato una razza preistorica di pesci mangia uomini, un gruppo di sconosciuti dovrà unirsi per evitare di finire divorato...

Una bella sorpresa questo remake di un remake per un ormai specialista di remake. Pero' Aja un certo gusto l'aveva gia' dimostrato scegliendo di rifare il non banale Le Colline hanno gli occhi e il coreano Riflessi di paura, con risultati alterni -pessimi nel secondo caso- che non facevano certo ben sperare per questo Pirahna. Invece il film con un tasso  altissimo di sangue, tette  gratuite al vento e splatter non politically correct, si distingue eccome e ha il sapore degli horror nudi e crudi degli anni 70. Una bella boccata d'aria, insomma, rispetto a robetta da scolarette tipo i reboot di Venerdi' 13 o Nightmare.Trashissima la scena lesbo in acqua tra Kelly Brook e la sua amica. Nel film la rediviva Elisabeth Shue e i cameo di Christopher Lloyd e Richard Dreyfuss.