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Texas Chainsaw 3D: trailer
Alexandra Daddario - e il suo prorompente decolletè - la ricordavamo improbabile runner col fisico da pin-up in un piccolo e discreto horror di qualche tempo fa, Bereveament.
Fa comunque piacere ritrovarla in abiti succenti nell'ennesimo reboot di Non aprite quella porta. Ecco il trailer , le prime recensioni sono pero' cosi' cosi'...a parte certo, Alexandra...
...e ora qualcosa di completamente diverso: una compilation dei passaggi più significativi di Bereveament , film che comunque meritava piu' attenzione
Rob Zombie's Lords of Salem
La riprese sono ancora in corso ma sul suo blog http://rzfilms.blogspot.com/2011/03/lords-locations.html, Zombie ha pubblicato le prime foto delle locations di Lords of Salem titolo ispirato da una sua canzone...
La storia riguarderebbe un DJ di una stazione locale che erroneamente scatena una maledizione infernale sulla città. 300 anni prima nelle stesse strade di Salem percorse oggi dagli abitanti, persone innocenti furono trascinate fuori dalle loro case, accusate di stregoneria e condannate a morte. I signori di Salem amministrarono la città con il pugno di ferro, ma quattro streghe torturate e uccise in segreto giurarono di tornare un giorno per consumare la loro vendetta.
Come già avvenuto per i primi suoi due film (La casa dei 1000 corpi, La casa del diavolo) Rob Zombie tornerà a comporre personalmente la colonna sonora della pellicola, dopo avervi rinunciato nelle due pellicole della serie di Halloween da lui dirette.
La storia riguarderebbe un DJ di una stazione locale che erroneamente scatena una maledizione infernale sulla città. 300 anni prima nelle stesse strade di Salem percorse oggi dagli abitanti, persone innocenti furono trascinate fuori dalle loro case, accusate di stregoneria e condannate a morte. I signori di Salem amministrarono la città con il pugno di ferro, ma quattro streghe torturate e uccise in segreto giurarono di tornare un giorno per consumare la loro vendetta.
Come già avvenuto per i primi suoi due film (La casa dei 1000 corpi, La casa del diavolo) Rob Zombie tornerà a comporre personalmente la colonna sonora della pellicola, dopo avervi rinunciato nelle due pellicole della serie di Halloween da lui dirette.
Pirahna 3d: un'altra recensione
Il 25 ottobre dell'anno scorso, riaprendo il blog, la prima recensione -entusiasta- riguardava Pirahna 3D.
Oggi che il film esce in Italia e l'euforia corre sul web , ripubblichiamo un post apparso pochi giorni fa sul sito Pampero Fundacion (http://www.pamperofundacion.it/uncategorized/la-recensione-del-lunedi-piranha-3d/) , che sottoscriviamo in pieno!
Facendo due rapidi calcoli, Alexander Aja può essere considerato il regista dei remake. Che è strano se pensiamo al fatto che più o meno tutti noi l’abbiamo conosciuto con Alta Tensione, il suo secondo film, salutato come uno degli horror più vitali del nuovo millennio. Cos’è successo dopo quel film? Il francese Alexander s’è fatto ovviamente tentare dall’America. Arrivato oltreoceano, gli è stato affidato subito il remake del craveniano Le Colline Hanno gli Occhi. Poi è stata la volta di Mirrors – Riflessi di Paura, remake del coreano Into the Mirror. Nota personale: mi rendo conto solo ora di essere talmente demente da essermi visto entrambi i seguiti di questi due film di Aja. Sia Le Colline hanno gli Occhi 2 (tra l’altro al cinema, pagando quindi volontariamente dei soldi), sia Mirrors 2, che è un film talmente brutto che mi piacerebbe avere indietro quell’ora e mezza che ho buttato via della mia vita. Avrei potuto fare di molto meglio: drogarmi, stare in coda in macchina in autostrada, farmi operare con un cacciavite al ginocchio da un meccanico cieco. Ci sono tante cose più belle e utili al mondo che guardare Mirrors 2. Bisogna anche dire che Mirrors – Riflessi di Paura, è un film piuttosto sbagliato – a partire dall’imbarazzo di vedere Kiefer Sutherland in una parte che urla “Nicolas Cage!” in ogni fotogramma – che ci ha fatto temere di aver perso quel giovane talento francese su cui pochi anni prima saremmo stati pronti a scommettere. E dopo quell’esperienza, Aja si mette a girare Piranha 3D, il remake del cormaniano Piraña di Joe Dante.
Con tutto il rispetto per Joe Dante, a cui si vuole ovviamente un mondo di bene, ma capite anche voi che decidere di fare un remake di Piraña, vuol dire essere totalmente alla frutta. Come si arriva nel 2010 a voler fare un remake di un film del genere? Immagino che in questi anni gli studios paghino degli stagisti per scovare i film che ancora non sono stati rifatti. “Guardi, non c’è rimasto tanto: abbiamo un Piraña o un Scarlatti – Il Thriller. Cosa sceglie? Io le consiglio il primo, che viene via con poco e può anche andare al mare a girarlo”. Notizia aggiuntache random che sicuramente vi interesserà una cifra: forse non tutti sanno che il film del 1978, ebbe anche un seguito: Piranha Paura, diretto nel 1981 da James Cameron. James Cameron quello di Avatar, non è un caso di omonimia. Lo stesso James Cameron che in un’intervista, alla domanda “Cosa ci puoi dire su Piranha Paura?”, rispose: “Il miglior film sui piranha volanti mai realizzato?”. Cosa per altro molto vera. Tornando invece al presente: Alexander Aja firma il remake di Piraña, lo gonfia in 3 dimensioni ed esce tutto contento in sala. Risultato: uno dei film più divertenti mai visti.
Alexander Aja dimostra, proprio in questa occasione, di non essere un cretino, ma di sapere maneggiare con molta consapevolezza anche materiale del genere. Perché può sembrare una stupidata, ma la cosa più difficile è l’atteggiamento con cui si affronta una pellicola come questa. Come direbbe Renè Ferretti al suo direttore della fotografia: “Ah Duccio, mica stamo affà Kubrick!”. Aja ovviamente lo sa, capisce per quale motivo la Dimension Film ha deciso di fare con lui Piranha 3D e colpisce nel segno. Semplicemente, mette il volume al massimo (possiamo anche citare il famoso “these go to eleven“). Lo script, affidato a Josh Stolberg e Pete Goldfinger – due che hanno scritto anche Patto di Sangue, il remake di The House on Sorority Row – ignora anche quell’acceno ecologista che c’era nell’originale e si concentra solo su una cosa: il macello. Anzi, scusate, su due cose: il macello e le tette. Piccola cittadina americana durante lo sping break: mentre tutti sono impegnati a togliersi la maglietta (in 3d), bere, ballare, fare vedere le tette (in 3d) o a schizzarsi con l’acqua, arrivano dei bruttissimi piranha preistorici (in 3d). La conseguenza è del macello. A cui si alterna una sequenza gratuita di tette. Poi c’è un po’ di macello, seguito a ruota da una sequenza di tette. Perfetto.
C’è anche una trama che ora non vi sto a svelare per non togliervi il piacere di scoprirla da soli, ma vi posso assicurare che una volta usciti dal cinema, non sarà la storia la cosa che vi rimarrà più impressa. Incisa a fuoco nella memoria avrete la più lunga sfilza di camei di icone mai visto in sala: ci sono Elisabeth Shue, Ving Rhames, Jerry “il mio amico Ultraman” O’Connell, Eli Roth e Christoper Lloyd vecchissimo che appena lo riconosci vuoi entrare dentro alla pellicola per abbracciarlo e dirgli: “Ciao Doc! Ti ricordi quei dannati libici?”. C’è addirittura un camero iniziale per Richard Dreyfuss che interpreta il suo personaggio de Lo Squalo. E va dato il merito ad Aja di essere stato in grado di gestire questo pericolosissimo ottovolante impazzito di richiami cinemaotgrafici in maniera egregia, sempre sul filo della baracconata, ma senza mai scadere nella trappolona del “trash divertente”. E poi c’è da fare i conti con l’altissimo tasso di emoglobina & nudità. Uccisioni violentissime e particolarmente sanguinose con infilato in mezzo una sequenza in cui Kelly Brook e la porno star Riley Steele ballano nude (in 3d) sott’acqua sulle note di una famosa aria (di cui nulla so perché sono una capra). E a quel punto cosa fai? Ti alzi in piedi e batti le mani. C’è pochissimo altro da fare.
Oggi che il film esce in Italia e l'euforia corre sul web , ripubblichiamo un post apparso pochi giorni fa sul sito Pampero Fundacion (http://www.pamperofundacion.it/uncategorized/la-recensione-del-lunedi-piranha-3d/) , che sottoscriviamo in pieno!
Facendo due rapidi calcoli, Alexander Aja può essere considerato il regista dei remake. Che è strano se pensiamo al fatto che più o meno tutti noi l’abbiamo conosciuto con Alta Tensione, il suo secondo film, salutato come uno degli horror più vitali del nuovo millennio. Cos’è successo dopo quel film? Il francese Alexander s’è fatto ovviamente tentare dall’America. Arrivato oltreoceano, gli è stato affidato subito il remake del craveniano Le Colline Hanno gli Occhi. Poi è stata la volta di Mirrors – Riflessi di Paura, remake del coreano Into the Mirror. Nota personale: mi rendo conto solo ora di essere talmente demente da essermi visto entrambi i seguiti di questi due film di Aja. Sia Le Colline hanno gli Occhi 2 (tra l’altro al cinema, pagando quindi volontariamente dei soldi), sia Mirrors 2, che è un film talmente brutto che mi piacerebbe avere indietro quell’ora e mezza che ho buttato via della mia vita. Avrei potuto fare di molto meglio: drogarmi, stare in coda in macchina in autostrada, farmi operare con un cacciavite al ginocchio da un meccanico cieco. Ci sono tante cose più belle e utili al mondo che guardare Mirrors 2. Bisogna anche dire che Mirrors – Riflessi di Paura, è un film piuttosto sbagliato – a partire dall’imbarazzo di vedere Kiefer Sutherland in una parte che urla “Nicolas Cage!” in ogni fotogramma – che ci ha fatto temere di aver perso quel giovane talento francese su cui pochi anni prima saremmo stati pronti a scommettere. E dopo quell’esperienza, Aja si mette a girare Piranha 3D, il remake del cormaniano Piraña di Joe Dante.
Con tutto il rispetto per Joe Dante, a cui si vuole ovviamente un mondo di bene, ma capite anche voi che decidere di fare un remake di Piraña, vuol dire essere totalmente alla frutta. Come si arriva nel 2010 a voler fare un remake di un film del genere? Immagino che in questi anni gli studios paghino degli stagisti per scovare i film che ancora non sono stati rifatti. “Guardi, non c’è rimasto tanto: abbiamo un Piraña o un Scarlatti – Il Thriller. Cosa sceglie? Io le consiglio il primo, che viene via con poco e può anche andare al mare a girarlo”. Notizia aggiuntache random che sicuramente vi interesserà una cifra: forse non tutti sanno che il film del 1978, ebbe anche un seguito: Piranha Paura, diretto nel 1981 da James Cameron. James Cameron quello di Avatar, non è un caso di omonimia. Lo stesso James Cameron che in un’intervista, alla domanda “Cosa ci puoi dire su Piranha Paura?”, rispose: “Il miglior film sui piranha volanti mai realizzato?”. Cosa per altro molto vera. Tornando invece al presente: Alexander Aja firma il remake di Piraña, lo gonfia in 3 dimensioni ed esce tutto contento in sala. Risultato: uno dei film più divertenti mai visti.
Alexander Aja dimostra, proprio in questa occasione, di non essere un cretino, ma di sapere maneggiare con molta consapevolezza anche materiale del genere. Perché può sembrare una stupidata, ma la cosa più difficile è l’atteggiamento con cui si affronta una pellicola come questa. Come direbbe Renè Ferretti al suo direttore della fotografia: “Ah Duccio, mica stamo affà Kubrick!”. Aja ovviamente lo sa, capisce per quale motivo la Dimension Film ha deciso di fare con lui Piranha 3D e colpisce nel segno. Semplicemente, mette il volume al massimo (possiamo anche citare il famoso “these go to eleven“). Lo script, affidato a Josh Stolberg e Pete Goldfinger – due che hanno scritto anche Patto di Sangue, il remake di The House on Sorority Row – ignora anche quell’acceno ecologista che c’era nell’originale e si concentra solo su una cosa: il macello. Anzi, scusate, su due cose: il macello e le tette. Piccola cittadina americana durante lo sping break: mentre tutti sono impegnati a togliersi la maglietta (in 3d), bere, ballare, fare vedere le tette (in 3d) o a schizzarsi con l’acqua, arrivano dei bruttissimi piranha preistorici (in 3d). La conseguenza è del macello. A cui si alterna una sequenza gratuita di tette. Poi c’è un po’ di macello, seguito a ruota da una sequenza di tette. Perfetto.
C’è anche una trama che ora non vi sto a svelare per non togliervi il piacere di scoprirla da soli, ma vi posso assicurare che una volta usciti dal cinema, non sarà la storia la cosa che vi rimarrà più impressa. Incisa a fuoco nella memoria avrete la più lunga sfilza di camei di icone mai visto in sala: ci sono Elisabeth Shue, Ving Rhames, Jerry “il mio amico Ultraman” O’Connell, Eli Roth e Christoper Lloyd vecchissimo che appena lo riconosci vuoi entrare dentro alla pellicola per abbracciarlo e dirgli: “Ciao Doc! Ti ricordi quei dannati libici?”. C’è addirittura un camero iniziale per Richard Dreyfuss che interpreta il suo personaggio de Lo Squalo. E va dato il merito ad Aja di essere stato in grado di gestire questo pericolosissimo ottovolante impazzito di richiami cinemaotgrafici in maniera egregia, sempre sul filo della baracconata, ma senza mai scadere nella trappolona del “trash divertente”. E poi c’è da fare i conti con l’altissimo tasso di emoglobina & nudità. Uccisioni violentissime e particolarmente sanguinose con infilato in mezzo una sequenza in cui Kelly Brook e la porno star Riley Steele ballano nude (in 3d) sott’acqua sulle note di una famosa aria (di cui nulla so perché sono una capra). E a quel punto cosa fai? Ti alzi in piedi e batti le mani. C’è pochissimo altro da fare.
Scream 4 : trailer in italiano
Potra' essere anche una ciofeca...ma come si fa' ad non andare a vederlo? E' come non festeggiare Capodanno, no?
Il poster dell'anno? We are what we are!
Il poster dell'horror di cannibali in arrivo dal messico e' gia' candidato al migliore dell'anno...no? eccovi il trailer...
Spiral e Frozen : ancora Adam Green
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| Adam Green |
Quando una ragazza solare e piena di vita, appena assunta in ditta, entra in questa routine le cose per Mason si complicano terribilmente e man mano che i due si conosceranno sempre di più lui dovrà confrontarsi con il terribile segreto che nasconde da molto tempo, per mettere in fuga una volta per tutte i suoi personali demoni o soccombere a essi.
FROZEN:Una qualsiasi giornata sulle piste si trasforma in un vero incubo per tre snowboarder rimasti bloccati sulla seggiovia prima della loro ultima discesa...
Che Hatchet non ci sia piaciuto non l'abbiamo certo nascosto, ma la pratica Adam Green meritava un approfondimento, visto la fama di enfant prodige dell'horror che lo circonda - e lo accomuna/confronta con Eli Roth, del quale, per inciso, la cosa migliore che si ricorda negli ultimi due anni e' il cameo in Pirahna 3D -ma quando mai lo vedremo da noi?!- di Aja ( dove un motoscafo gli fracassava la testa...).
Cosi' ecco Spiral (2007) e Frozen (2010) - il primo un thriller in qualche modo hitchcockiano, il secondo un teen-horror a meta' strada tra un survival e Final destination.
E il giudizio (negativo) va in qualche modo ridimensionato, aspettando al guado Hatchet 2.
Quanto pareva cialtrone e ruffiano Hatchet nel tentativo di rievocare le atmosfere degli slasher anni 80 e della Troma, quanto e' sofisticato e controllato Spiral, scritto e diretto con l'amico Joel Moore, gia' protagonista di Hatchet e in seguito nel cast di Avatar. Certo, lo script e' di quelli che promettono molto, molto di piu' di quello che mantengono, ma l'atmosfera jazz e malinconica e l'alchimia tra gli attori ( lei e' la magnifica Amber Tamblyn, indimenticabile prima vittima del remake di The Ring, protagonista di Joan of Arcadia e figlia di Russ Tamblyn, il mitico Dr.jacoby di Twin Peaks -nonche' Oscar per Peyton Place (1957)) centrano a pieno il bersaglio di un'operina non gridata e quasi confidenziale, che l'attore-scrittore Moore si e' cucita addosso con passione.
Ancora coaudiuvato da Will Barrat alla fotografia ma senza l'amico Moore, con Frozen Green cambia ancora registro, fa un ulteriore salto di qualita' e riesce nell'impresa di rendere claustrofobica una vicenda "sospesa" tutta in plein air. Il referente diretto e' Open water , ma piu' delle concessioni all'improbabile dello script, conta il meccanismo e la capacita' di distillare paura e angoscia con pochissimi elementi ( il buio,la natura, i volti). Un bell'esempio di cinema indie e una delle sorprese del 2010.
Dopo Hatchet 2, che sta avendo i suoi problemi con la censura, Green dirigera' Killer Pizza, la storia di un ragazzo che trova un lavoro estivo presso una pizzeria chiamato Killer Pizza, che è in realtà una copertura per una organizzazione di caccia ai mostri...
SPIRAL (2007)Regia: Adam Green, Joel Moore Sceneggiatura: Joel Moore, Jeremy Danial Boreing
Fotografia: Will Barratt Montaggio: Cory Livingston Interpreti: Joel Moore, Amber Tamblyn, Zach Levi, Tricia Helfer, David Muller, Annie Neal Nazione: USA Anno: 2007
FROZEN (2010) Regista: Adam Green Sceneggiatura: Adam Green Cast: Kevin Zegers, Kane Hodder, Shawn Ashmore, Rileah Vanderbilt.
Grace (2009) di Paul Solet
Madeline Matheson è all'ottavo mese di gravidanza e le capita di perdere il marito a causa di un incidente stradale in cui anch'essa rimane coinvolta. Nonostante la tragedia famigliare decide di portare a compimento la gravidanza , ma Grace non e' una comune bambina...
L’idea, in parte già sfruttata nella serie di Baby Killer (It’s Alive), di cui è stato recentemente prodotto un remake, era stata già sviluppata dallo stesso Solet in un omonimo cortometraggio uscito tre anni fa, nel 2006 e visibile su Youtube. Protagonisti della terrificante vicenda erano i coniugi Brian Austin Green e Liza Weil, coinvolti in un incidente stradale in cui sembra aver perso la vita, oltre al marito, anche la piccola creatura portata in grembo da Madeline.
Il respiro dell'origine da corto si sente specie nella parte centrale , un po' ripetitiva; il film a tesi post-femminista su un mondo senza carne-senza uomini poteva essere esplorata meglio e la figura piu' centrata e' quella della suocera, che deve - come la protagonista- scaricare la propria depressione su un fantasma, quello di un figlio-progenie che non c'e' piu', non c'e' forse mai stato e a ben guardare e' un mostro che prosciuga. E non a caso vengono in mente tanti altri film ( A'l'interieur, persino Eraserhead." the baby is sick!"..)
Il finale che dovrebbe scioccare, appare invece telefonato e stonato rispetto al rigore precedente. Thelma e Louise Post partum.
Prodotto da Adam Green ( Hatchet, Frozen),senza distribuzione-manco a dirlo - in Italia.
“L’orrore terrestre, l’orrore vero, quello che può succedere a te o alla tua famiglia, mi affascina di più della roba soprannaturale. Penso che le storie di fantasmi non facciano molta paura. Invece perdere il controllo sul proprio corpo, portare la morte dentro di sé, è qualcosa che difficilmente non provoca una reazione intensa” (Paul Solet, intervista al sito Behind the Couch).
GRACE Regia: Paul Solet Sceneggiatura: Paul Solet Produzione: Ingo Vollkammer, Cory Neal, Adam Green, Kevin DeWalt Musiche: Austin Wintory Interpreti: Jordan Ladd, Gabrielle Rose, Samantha Ferris e Malcolm Stewart Durata: 85 minuti circa
L’idea, in parte già sfruttata nella serie di Baby Killer (It’s Alive), di cui è stato recentemente prodotto un remake, era stata già sviluppata dallo stesso Solet in un omonimo cortometraggio uscito tre anni fa, nel 2006 e visibile su Youtube. Protagonisti della terrificante vicenda erano i coniugi Brian Austin Green e Liza Weil, coinvolti in un incidente stradale in cui sembra aver perso la vita, oltre al marito, anche la piccola creatura portata in grembo da Madeline.
Il respiro dell'origine da corto si sente specie nella parte centrale , un po' ripetitiva; il film a tesi post-femminista su un mondo senza carne-senza uomini poteva essere esplorata meglio e la figura piu' centrata e' quella della suocera, che deve - come la protagonista- scaricare la propria depressione su un fantasma, quello di un figlio-progenie che non c'e' piu', non c'e' forse mai stato e a ben guardare e' un mostro che prosciuga. E non a caso vengono in mente tanti altri film ( A'l'interieur, persino Eraserhead." the baby is sick!"..)
Il finale che dovrebbe scioccare, appare invece telefonato e stonato rispetto al rigore precedente. Thelma e Louise Post partum.
Prodotto da Adam Green ( Hatchet, Frozen),senza distribuzione-manco a dirlo - in Italia.
“L’orrore terrestre, l’orrore vero, quello che può succedere a te o alla tua famiglia, mi affascina di più della roba soprannaturale. Penso che le storie di fantasmi non facciano molta paura. Invece perdere il controllo sul proprio corpo, portare la morte dentro di sé, è qualcosa che difficilmente non provoca una reazione intensa” (Paul Solet, intervista al sito Behind the Couch).
GRACE Regia: Paul Solet Sceneggiatura: Paul Solet Produzione: Ingo Vollkammer, Cory Neal, Adam Green, Kevin DeWalt Musiche: Austin Wintory Interpreti: Jordan Ladd, Gabrielle Rose, Samantha Ferris e Malcolm Stewart Durata: 85 minuti circa
30 giorni di buio II (2010) di Ben Ketai
E' trascorso circa un anno dal massacro ad opera di un gruppo di vampiri avvenuto nella piccola cittadina di Barrow, in Alaska. Stella, che perse il marito in quella tragedia, ora vive in giro per il mondo un'esistenza fatta di incubi e odio, l'unico sentimento che è in grado di provare. Nessuno sembra credere ai suoi racconti popolati da creature notturne che si nutrono di sangue umano...
30 giorni di buio 2 - in originale 30 Days of Night: Dark Days- è un filmetto straight to video, c’è poco altro da aggiungere. Anche se superiore alla media dei prodotti da home video, visto il prestigio della confezione e la discreta fattura generale, è un film troppo facile da dimenticare, con attori anonimi o pronti all'anonimato ( come Harold Perrineau di Lost, il cui nome e' ben in vista sul manifesto e la fascetta dvd , ma che appare solo per alcuni minuti) o colpevolmente sprecati ( la divina Mia Kirscher). Considerando poi l’enorme passo indietro fatto nei confronti del capostipite, la delusione è doppia. Adatto ai completasti e ai fan del fumetto.
Solo Giacomo Calabro' di Nocturno puo' aver gradito , recensendo in modo entusiastico il dvd, ma forse non poteva fare altrimenti vista la pubblicita' di cui gode l'uscita del dvd all'interno del suo giornale e del suo sito. Ahinoi...
30 giorni di buio 2 - in originale 30 Days of Night: Dark Days- è un filmetto straight to video, c’è poco altro da aggiungere. Anche se superiore alla media dei prodotti da home video, visto il prestigio della confezione e la discreta fattura generale, è un film troppo facile da dimenticare, con attori anonimi o pronti all'anonimato ( come Harold Perrineau di Lost, il cui nome e' ben in vista sul manifesto e la fascetta dvd , ma che appare solo per alcuni minuti) o colpevolmente sprecati ( la divina Mia Kirscher). Considerando poi l’enorme passo indietro fatto nei confronti del capostipite, la delusione è doppia. Adatto ai completasti e ai fan del fumetto.
Solo Giacomo Calabro' di Nocturno puo' aver gradito , recensendo in modo entusiastico il dvd, ma forse non poteva fare altrimenti vista la pubblicita' di cui gode l'uscita del dvd all'interno del suo giornale e del suo sito. Ahinoi...
Dream Home (2010) di Pang Ho-cheung
Cheung Lai-sheung, una giovane donna impiegata in una banca, una sera entra in un palazzo di un prestigioso condominio di Hong Kong e ammazza senza pietà un certo numero di inquilini.
Scopriremo, a mano a mano, che la signorina Cheung sogna da anni un appartamento in quel palazzo, e che per diversi motivi finora le è stato impossibile realizzare il suo obiettivo, nonostante abbia fatto tutto il possibile per mettere insieme il denaro.
"In una città dove i prezzi delle case sono totalmente folli, per sopravvivere è necessario essere totalmente fuori di testa": Pang Ho-cheung, abbandonata la spocchia intellettuale del precedente Trivial Matters, abbraccia con Dream Home il cinema di genere più estremo immergendo la macchina da presa nel sangue. Gia' un caso ancora prima di uscire per i problemi di censura,passato in anteprima mondiale a Udine 2010, Dream Home e' un prodotto di difficile catalogazione, a meta' tra lo slasher efferato e la critica sociale. Critica sociale che incrocia le speculazioni edilizie di Hong Kong ( curiosamente gia' lo spunto del Ghost movie Home Sweet Home di Soi Cheang) con la crisi del mercato dei subprime che si sta propagando dagli States.
Il massacro di cui si rende protagonista l'apparentemente timida impiegata di call center di una banca e' alternato dai flash back che ne motivano il rancore e lo scoppio del delirio omicida. E il sangue corre a fiumi, con morti raccapriccianti ( pure una ragazza gravida) o demenziali , sempre colpendo basso lo spettatore. Alla fine non tutto torna, c'e' troppo calcolo e qualche eccesso alla Brain Dead stona .
Ma va dato atto a Pang di avere coraggio, sfidando la censura cinese senza lesinare su corpi nudi, peni mozzati e crani fratturati...e di averne ancora visto che subito dopo ha girato una commedia sentimentale (Love in a Puff)!
Da applausi l'incipit con il primo assassinio. Musiche dell'italiano Gabriele Roberto.
Hatchet (2006) di Adam Green
Quando ce la prendiamo con l'idiota e oscura strategia di distribuzione dei film in Italia, pensiamo proprio a film insulsi e mediocri come questo, incredibilmente distribuito nelle nostre sale, che vorrebbe fare il verso alla Troma - nel seguito , non a caso, e' prevista la partecipazione di Lloyd Kaufmann - ma che e' fuori tempo massimo e risulta solo inguardabile...Naturalmente e' gia' pronto il seguito..Che qualcuno sulla rete si entusiasmi, e' , come si dice?, il segno dei tempi?
Altitude (2010) di Kaare Andrews

Una sciagura ( e non solo aerea...) su tutti i fronti...un film senza una sceneggiatura che dopo venti minuti vorresti che finisse, su quattro ragazzi che per raggiungere il Canada noleggiano un piccolo aereo e dopo improbabili e ridicoli contrattempi e twist , si scontrano con un mostro tentacolare...
Jessica Lowndes ("gli occhi piu' belli della nuova generazione" gia' vista in Tv in 90210 nella parte della disturbata Adrianne) e la pin up Julianna Guill (Venerdì 13, Il mio Psycho Super Sweet 16 ) sono l'unico motivo di interesse, ma e' poco,troppo poco. Incredibile come si possa produrre un prodotto degenere come questo,senza capo ne' coda...Demenziale.
Il regista pare arrivi dai fumetti : che ci torni...
Martyrs: un remake americano?
Twitch rilancia la notizia di un prossimo remake USA del caposaldo di Pascal Laugier; lo dirigerebbe Daniel Stamm del quale esce anche da noi in questi giorni The last Exorcism...mah...intanto il trailer...
Finalmente si fa sul serio : I SPIT ON YOUR GRAVE!
Conosciuto da noi come Non violentate jennifer, I spit on your grave e' uno dei titoli limite dell'horror anni 70 e finalmente si e' pensato a un remake e il trailer promette bene...
Dopo L'ultima casa a sinistra - bellissimo il remake - e aspettando As soon the darkness, viva the seventies!
e l'originale
Dopo L'ultima casa a sinistra - bellissimo il remake - e aspettando As soon the darkness, viva the seventies!
e l'originale
As soon the darkness - il trailer del remake
Il 17 dicembre uscirà in alcune sale americane And Soon the Darkness, il remake del film di Robert Fuest- un piccolo cult, diretto da Jennifer Derwingson, con Amber Heard, Odette Yustman, Karl Urban e Adriana Barraza.
Oggi potete vedere il trailer del film che racconta di un viaggio in Argentina che due amiche, Ellie e Stephanie intraprendono: allontanatesi dalle mete note, le ragazze finiscono in una zona dove sono avvenuti inspiegabili sparizioni di giovani donne.
Solo l'idea di vedere Amber Heard ( ormai la vera grande rivale di Megan Fox e di una spanna sopra per tutti i nudi collezionati ) e Odette Yustman ( Il mai nato) concupite.....gia' leva il sonno.
e a proposito della divina Amber ecco il trailer di Drive Angry col tamarro Nicolas Cage , film che la consacrera' nei sogni di ogni uomo del pianeta
Oggi potete vedere il trailer del film che racconta di un viaggio in Argentina che due amiche, Ellie e Stephanie intraprendono: allontanatesi dalle mete note, le ragazze finiscono in una zona dove sono avvenuti inspiegabili sparizioni di giovani donne.
Solo l'idea di vedere Amber Heard ( ormai la vera grande rivale di Megan Fox e di una spanna sopra per tutti i nudi collezionati ) e Odette Yustman ( Il mai nato) concupite.....gia' leva il sonno.
e a proposito della divina Amber ecco il trailer di Drive Angry col tamarro Nicolas Cage , film che la consacrera' nei sogni di ogni uomo del pianeta
Pascal Laugier al lavoro!
Su http://www.bloody-disgusting.com/news/22287 immagini esclusive dal nuovo film di Pascal Laugier (Martyrs) THE TALL MAN, girato negli States e con Jessica Biel ...
Cold Rock, USA – Le tenebre aleggiano sulla città. Molti bambini sono scomparsi nel corso degli anni, senza lasciare indizi o testimoni. Alcune superstizioni locali parlano di un Uomo Alto, una misteriosa figura oscura che porta via i più piccoli. Julia (Jessica Biel) è una infermiera che vive a Cold Rock e che non crede nelle leggende. Fino a quando una notte, dopo essersi svegliata con uno strano presentimento, va nella cameretta del figlio e trova il suo letto vuoto. Uscita fuori in cerca di una spiegazione, lo spettacolo che le si para davanti le gela il sangue: un’enorme figura oscura è ferma all’entrata, con il suo bambino in braccio. Guidata dal puro istinto, la donna cercherà di fare il possibile per riavere suo figlio. L’inseguimento è cominciato e con lui la ricerca di alcune risposte: chi è l’Uomo Alto? Cosa succede ai bambini?
Il film attualmente in lavorazione, è un progetto che il regista aveva da tempo in cantiere. Un’idea nata nel lontano 2006 e di cui Laugier ha sempre preferito non parlare, rendendolo un progetto segretissimo.
Cold Rock, USA – Le tenebre aleggiano sulla città. Molti bambini sono scomparsi nel corso degli anni, senza lasciare indizi o testimoni. Alcune superstizioni locali parlano di un Uomo Alto, una misteriosa figura oscura che porta via i più piccoli. Julia (Jessica Biel) è una infermiera che vive a Cold Rock e che non crede nelle leggende. Fino a quando una notte, dopo essersi svegliata con uno strano presentimento, va nella cameretta del figlio e trova il suo letto vuoto. Uscita fuori in cerca di una spiegazione, lo spettacolo che le si para davanti le gela il sangue: un’enorme figura oscura è ferma all’entrata, con il suo bambino in braccio. Guidata dal puro istinto, la donna cercherà di fare il possibile per riavere suo figlio. L’inseguimento è cominciato e con lui la ricerca di alcune risposte: chi è l’Uomo Alto? Cosa succede ai bambini?
Il film attualmente in lavorazione, è un progetto che il regista aveva da tempo in cantiere. Un’idea nata nel lontano 2006 e di cui Laugier ha sempre preferito non parlare, rendendolo un progetto segretissimo.
EDEN LAKE (2008) di J.Watkins
Un'insegnante di asilo, Jenny, e il suo ragazzo Steve, scappano insieme per un romantico weekend sul lago. La situazione è perfetta: il lago è isolato dalla confusione e circondato dal bosco. Un gruppo do ragazzini, però, arriva a rovinare l'idillio vandalizzando l'auto della coppia e lasciandoli a piedi...
Eden Lake e' un piccolo gioiello, e' il film d'esordio di Watkins -aveva scritto il non banale My little Eye- e adesso che sta lavorando a un nuovo film ( The Woman In Black) lo aspettiamo al varco. Anche qui non e' l'originalita' a fare la differenza ma la messa in scena e un 'ottimo lavoro sugli attori, in parte giovanissimi.
Sui corpi bellissimi e upper-class dei due protagonisti ( Fassbender gia' in Bastardi sara' nel prossimo Cronenberg), si scatena l'odio dei bassifondi e dei quartieri poveri, xenofobi e violenti. Un saggio socio-antropologico? Mica male, per un piccolo thriller indipendente. Dove quello che fa piu' paura e' la coscienza degli adulti...
Un film di James Watkins. Con Kelly Reilly, Michael Fassbender, Thomas Turgoose, Bronson Webb, Jack O'Connell. , durata 91 min. - USA 2008.
The LOVED ONES (2009) di S.Byrne
La vita di Brent Mitchell cambia radicalmente quando rimane coinvolto in un incidente d’auto in cui il padre perde la vita. Oppresso dal senso di colpa, il ragazzo sviluppa tendenze autolesioniste, ma per fortuna può contare sulla sua fidanzata, Holly, che progetta di invitare al ballo di fine d’anno della scuola. Ma Brent non sa di avere un’ammiratrice segreta, Lola...
Ritorna l'Ozploitation! Il cinema horror australiano sforna questa chicca che se non troppo originale nella trama , dimostra una verve e un'intelligenza non comune nell'impianto, senza prendersi mai sul serio. Robin Mc leavy e' una perfetta e perfidia Lola e Xavier Samuel (Brent) ha poi partecipato a Twilight Eclipse.
Diverte e inquieta quanto basta su un canovaccio telefonatissimo. E anche questo e' un pregio. Aspettiamo Byrne alla prossima...
Il film avrebbe cmq meritato una distribuzione italiana che per ora non ha avuto.
Titolo originale: The Loved Ones
Australia: 2009. Regia di: Sean Byrne Genere: Horror Durata: 84'
Interpreti: Xavier Samuel, Robin McLeavy, John Brumpton, Richard Wilson, Victoria Thaine, Jessica McNamee, Andrew S. Gilbert, Suzi Dougherty, Victoria Eagger, Anne Scott-Pendlebury, Bright Eyes, Fred Whitlock, Leo Taylor, Brandon Burns, Takeaway Shop, Stephen Walden, Timmy Valentine, Igor Savin
Sito web ufficiale: www.thelovedonesmovie.com
il trailer:
Ritorna l'Ozploitation! Il cinema horror australiano sforna questa chicca che se non troppo originale nella trama , dimostra una verve e un'intelligenza non comune nell'impianto, senza prendersi mai sul serio. Robin Mc leavy e' una perfetta e perfidia Lola e Xavier Samuel (Brent) ha poi partecipato a Twilight Eclipse.
Diverte e inquieta quanto basta su un canovaccio telefonatissimo. E anche questo e' un pregio. Aspettiamo Byrne alla prossima...
Il film avrebbe cmq meritato una distribuzione italiana che per ora non ha avuto.
Titolo originale: The Loved Ones
Australia: 2009. Regia di: Sean Byrne Genere: Horror Durata: 84'
Interpreti: Xavier Samuel, Robin McLeavy, John Brumpton, Richard Wilson, Victoria Thaine, Jessica McNamee, Andrew S. Gilbert, Suzi Dougherty, Victoria Eagger, Anne Scott-Pendlebury, Bright Eyes, Fred Whitlock, Leo Taylor, Brandon Burns, Takeaway Shop, Stephen Walden, Timmy Valentine, Igor Savin
Sito web ufficiale: www.thelovedonesmovie.com
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Pirahna 3d (2010) di A.Aja
Ogni anno la popolazione di Lake Victoria passa da 5.000 a 50.000 anime per le vacanze di primavera, un tripudio di sole, divertimento e alcol. Ma quest’anno toccherà preoccuparsi di qualcosa di ben più peggiore delle sbornie e delle denuncie dei vecchi abitanti. Un nuovo tipo di terrore sta per fare il suo ingresso. Dopo un’improvvisa scossa di terremoto sottomarina, che ha risvegliato una razza preistorica di pesci mangia uomini, un gruppo di sconosciuti dovrà unirsi per evitare di finire divorato...
Una bella sorpresa questo remake di un remake per un ormai specialista di remake. Pero' Aja un certo gusto l'aveva gia' dimostrato scegliendo di rifare il non banale Le Colline hanno gli occhi e il coreano Riflessi di paura, con risultati alterni -pessimi nel secondo caso- che non facevano certo ben sperare per questo Pirahna. Invece il film con un tasso altissimo di sangue, tette gratuite al vento e splatter non politically correct, si distingue eccome e ha il sapore degli horror nudi e crudi degli anni 70. Una bella boccata d'aria, insomma, rispetto a robetta da scolarette tipo i reboot di Venerdi' 13 o Nightmare.Trashissima la scena lesbo in acqua tra Kelly Brook e la sua amica. Nel film la rediviva Elisabeth Shue e i cameo di Christopher Lloyd e Richard Dreyfuss.
REGIA: Alexandre Aja
SCENEGGIATURA: Alexandre Aja, Josh Stolberg, Grégory Levasseur, Peter Goldfinger
ATTORI: Elisabeth Shue, Adam Scott, Christopher Lloyd, Richard Dreyfuss, Dina Meyer, Jerry O'Connell, Ving Rhames, Jessica Szohr, Kelly Brook, Brooklynn Proulx, Riley Steele
trailer
SCENEGGIATURA: Alexandre Aja, Josh Stolberg, Grégory Levasseur, Peter Goldfinger
ATTORI: Elisabeth Shue, Adam Scott, Christopher Lloyd, Richard Dreyfuss, Dina Meyer, Jerry O'Connell, Ving Rhames, Jessica Szohr, Kelly Brook, Brooklynn Proulx, Riley Steele
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