Pirahna 3d: un'altra recensione

Il 25 ottobre dell'anno scorso, riaprendo il blog, la prima recensione -entusiasta- riguardava Pirahna 3D.
Oggi che il film esce in Italia e l'euforia corre sul web , ripubblichiamo un post apparso pochi giorni fa sul sito Pampero Fundacion (http://www.pamperofundacion.it/uncategorized/la-recensione-del-lunedi-piranha-3d/) , che sottoscriviamo in pieno!


Facendo due rapidi calcoli, Alexander Aja può essere considerato il regista dei remake. Che è strano se pensiamo al fatto che più o meno tutti noi l’abbiamo conosciuto con Alta Tensione, il suo secondo film, salutato come uno degli horror più vitali del nuovo millennio. Cos’è successo dopo quel film? Il francese Alexander s’è fatto ovviamente tentare dall’America. Arrivato oltreoceano, gli è stato affidato subito il remake del craveniano Le Colline Hanno gli Occhi. Poi è stata la volta di Mirrors – Riflessi di Paura, remake del coreano Into the Mirror. Nota personale: mi rendo conto solo ora di essere talmente demente da essermi visto entrambi i seguiti di questi due film di Aja. Sia Le Colline hanno gli Occhi 2 (tra l’altro al cinema, pagando quindi volontariamente dei soldi), sia Mirrors 2, che è un film talmente brutto che mi piacerebbe avere indietro quell’ora e mezza che ho buttato via della mia vita. Avrei potuto fare di molto meglio: drogarmi, stare in coda in macchina in autostrada, farmi operare con un cacciavite al ginocchio da un meccanico cieco. Ci sono tante cose più belle e utili al mondo che guardare Mirrors 2. Bisogna anche dire che Mirrors – Riflessi di Paura, è un film piuttosto sbagliato – a partire dall’imbarazzo di vedere Kiefer Sutherland in una parte che urla “Nicolas Cage!” in ogni fotogramma – che ci ha fatto temere di aver perso quel giovane talento francese su cui pochi anni prima saremmo stati pronti a scommettere. E dopo quell’esperienza, Aja si mette a girare Piranha 3D, il remake del cormaniano Piraña di Joe Dante.


Con tutto il rispetto per Joe Dante, a cui si vuole ovviamente un mondo di bene, ma capite anche voi che decidere di fare un remake di Piraña, vuol dire essere totalmente alla frutta. Come si arriva nel 2010 a voler fare un remake di un film del genere? Immagino che in questi anni gli studios paghino degli stagisti per scovare i film che ancora non sono stati rifatti. “Guardi, non c’è rimasto tanto: abbiamo un Piraña o un Scarlatti – Il Thriller. Cosa sceglie? Io le consiglio il primo, che viene via con poco e può anche andare al mare a girarlo”. Notizia aggiuntache random che sicuramente vi interesserà una cifra: forse non tutti sanno che il film del 1978, ebbe anche un seguito: Piranha Paura, diretto nel 1981 da James Cameron. James Cameron quello di Avatar, non è un caso di omonimia. Lo stesso James Cameron che in un’intervista, alla domanda “Cosa ci puoi dire su Piranha Paura?”, rispose: “Il miglior film sui piranha volanti mai realizzato?”. Cosa per altro molto vera. Tornando invece al presente: Alexander Aja firma il remake di Piraña, lo gonfia in 3 dimensioni ed esce tutto contento in sala. Risultato: uno dei film più divertenti mai visti.


Alexander Aja dimostra, proprio in questa occasione, di non essere un cretino, ma di sapere maneggiare con molta consapevolezza anche materiale del genere. Perché può sembrare una stupidata, ma la cosa più difficile è l’atteggiamento con cui si affronta una pellicola come questa. Come direbbe Renè Ferretti al suo direttore della fotografia: “Ah Duccio, mica stamo affà Kubrick!”. Aja ovviamente lo sa, capisce per quale motivo la Dimension Film ha deciso di fare con lui Piranha 3D e colpisce nel segno. Semplicemente, mette il volume al massimo (possiamo anche citare il famoso “these go to eleven“). Lo script, affidato a Josh Stolberg e Pete Goldfinger – due che hanno scritto anche Patto di Sangue, il remake di The House on Sorority Row – ignora anche quell’acceno ecologista che c’era nell’originale e si concentra solo su una cosa: il macello. Anzi, scusate, su due cose: il macello e le tette. Piccola cittadina americana durante lo sping break: mentre tutti sono impegnati a togliersi la maglietta (in 3d), bere, ballare, fare vedere le tette (in 3d) o a schizzarsi con l’acqua, arrivano dei bruttissimi piranha preistorici (in 3d). La conseguenza è del macello. A cui si alterna una sequenza gratuita di tette. Poi c’è un po’ di macello, seguito a ruota da una sequenza di tette. Perfetto.

C’è anche una trama che ora non vi sto a svelare per non togliervi il piacere di scoprirla da soli, ma vi posso assicurare che una volta usciti dal cinema, non sarà la storia la cosa che vi rimarrà più impressa. Incisa a fuoco nella memoria avrete la più lunga sfilza di camei di icone mai visto in sala: ci sono Elisabeth Shue, Ving Rhames, Jerry “il mio amico Ultraman” O’Connell, Eli Roth e Christoper Lloyd vecchissimo che appena lo riconosci vuoi entrare dentro alla pellicola per abbracciarlo e dirgli: “Ciao Doc! Ti ricordi quei dannati libici?”. C’è addirittura un camero iniziale per Richard Dreyfuss che interpreta il suo personaggio de Lo Squalo. E va dato il merito ad Aja di essere stato in grado di gestire questo pericolosissimo ottovolante impazzito di richiami cinemaotgrafici in maniera egregia, sempre sul filo della baracconata, ma senza mai scadere nella trappolona del “trash divertente”. E poi c’è da fare i conti con l’altissimo tasso di emoglobina & nudità. Uccisioni violentissime e particolarmente sanguinose con infilato in mezzo una sequenza in cui Kelly Brook e la porno star Riley Steele ballano nude (in 3d) sott’acqua sulle note di una famosa aria (di cui nulla so perché sono una capra). E a quel punto cosa fai? Ti alzi in piedi e batti le mani. C’è pochissimo altro da fare.

Scream 4 : trailer in italiano

Potra' essere anche una ciofeca...ma come si fa' ad non andare a vederlo? E' come non festeggiare Capodanno, no?

Sucker Punch : nuovo trailer

La Warner Bros. ha rilasciato un nuovo trailer di Sucker Punch, il  thriller d’azione diretto da Zack Snyder - di cui vi abbiamo gia' parlato -, con Emily Browning, Vanessa Hudgens, Jamie Chung, Jena Malone, Abbie Cornish, Carla Gugino, Jon Hamm, Scott Glenn e Oscar Isaac.
Il film uscirà tra negli Stati Uniti e in tutto il mondo a fine marzo.

Il poster dell'anno? We are what we are!

Il poster dell'horror  di cannibali in arrivo dal messico e'  gia' candidato al migliore dell'anno...no? eccovi il trailer...

Rocky Joe diventa Live!

E’ online il trailer del film  Rocky Joe the Live Action ( in uscita in febbraio in Giappone), adattamento per il grande schermo del cult manga di Asao Takamori, pseudonimo di Ikki Kajiwara (Tommy la stella dei Giants, Uomo tigre), e Tetsuya Chiba (Io sono Teppei). Dalla loro collaborazione nacque infatti il manga Ashita no Joe, pubblicato in Italia da Star Comics a partire dal 2002, ma certamente divenuto famoso soprattutto per la serie animata approdata sui nostri teleschermi agli inizi degli anni ’80 con il titolo di Rocky Joe (variazione dovuto all’intento di sfruttare il successo dei film interpretati da Silvester Stallone con protagonista il pugile Rocky Balboa) e la mitica colonna sonora dei Oliver Onions.






127 ORE (2010) di D.Boyle

L’alpinista Aron Ralston decide di fare un’escursione in un canyon dello Utah. Dopo aver aiutato e passato un po’ di ore assieme a due ragazze disperse nel canyon, finisce intrappolato: dopo una caduta, un macigno gli tiene imprigionato il braccio. Per cinque giorni -127 ore - il ragazzo deve riuscire a sopravvivere...

( spoiler inside) Danny Boyle conferma il suo eclettismo e sull'onda della moda del momento dei survival claustrofobici ( Buried,Devil,Frozen...) si cimenta con la storia vera di Aron Ralston che compare nelle ultime inquadrature del film con la sua (vera) famiglia. Munito di due direttori della fotografia per riprenderei i canyon dello Utah, impreziosito dai camei di Amber Tamblyn e Clémence Poésy ( In Bruges), il film e' un one-man band show di James Franco, il quale dopo le ottime performance di Milk e Howl, si candida apertamente a una candidatura all'Oscar. Il ritmo e' adrenalitico, tra split-screen e carrelli e sebbene chiuso per oltre ottanta minuti in un canyon con un solo protagonista il film corre via veloce e ahime' anche innocuo.
Perche' Boyle cerca la riconoscenza del suo pubblico e allora la morale si fa piccola,piccola e la Famiglia - quella con la maiuscola-  e' il simbolo della salvezza e della liberta'. Non a caso, Aron sara' salvato da una famiglia: madre,padre e bambino. E una famiglia costituira' dopo l'incidente..
Viene in mente il chiasso che provoco' Into The Wild. E questo film sembra quasi il "negativo" della dolente ballata di Penn, una colorata e chiassosa scorreggia. Qui un vero idiota , senza alcun motivo, si caccia , per idiozia, in un bel guaio...e naturalmente vive, perche' e' un'idiota!
Scommetto che chi ha detestato il film di Penn, non manchera' di esaltarsi per lo stile clippetaro di Boyle, le faccine di Franco e la morale posticcia e di riempirlo di Oscar e benemerenze.
 Ma ognuno di noi ha bisogno dei suoi eroi...

Nel settembre 2004 Ralston ha raccontato la sua storia nel libro Between a Rock and a Hard Place, edito da Atria Books; il volume è corredato dalle immagini che lo stesso Ralston aveva scattato durante quei momenti.
Vedi anche http://archiviostorico.corriere.it/2004/settembre/08/Aron_una_piccozza_posto_della_co_9_040908068.shtml

127 hours REGIA: Danny Boyle SCENEGGIATURA: Danny Boyle, Simon Beaufoy ATTORI: James Franco, Lizzy Caplan, Kate Mara, Amber Tamblyn, Clémence Poésy FOTOGRAFIA: Enrique Chediak, Anthony Dod Mantle MONTAGGIO: Jon Harris PRODUZIONE: Cloud Eight Films, Pathé DISTRIBUZIONE: 20th Century Fox PAESE: Gran Bretagna, USA 2010 GENERE: Biografico, Drammatico, Avventura DURATA: 94 Min




e il video del vero Ralston ( spoiler!)

Spiral e Frozen : ancora Adam Green

Adam Green
SPIRAL:Mason è un ragazzo patologicamente timido e fragile, che cerca di contenere ansie e paure con una routine costruita intorno al lavoro (vende assicurazioni al telefono), al suo unico amico Zac, alla musica jazz e al suo hobby, la pittura.
Quando una ragazza solare e piena di vita, appena assunta in ditta, entra in questa routine le cose per Mason si complicano terribilmente e man mano che i due si conosceranno sempre di più lui dovrà confrontarsi con il terribile segreto che nasconde da molto tempo, per mettere in fuga una volta per tutte i suoi personali demoni o soccombere a essi.
FROZEN:Una qualsiasi giornata sulle piste si trasforma in un vero incubo per tre snowboarder rimasti bloccati sulla seggiovia prima della loro ultima discesa...

Che Hatchet non ci sia piaciuto non l'abbiamo certo nascosto, ma la pratica Adam Green meritava un approfondimento, visto la fama di enfant prodige dell'horror che lo circonda  - e lo accomuna/confronta con Eli Roth, del quale, per inciso,  la cosa migliore che si ricorda negli ultimi due anni e' il cameo in Pirahna 3D -ma quando mai lo vedremo da noi?!-  di Aja ( dove un motoscafo gli fracassava la testa...).
Cosi' ecco Spiral (2007) e Frozen (2010) - il primo un thriller in qualche modo hitchcockiano, il secondo un teen-horror a meta' strada tra un survival e Final destination.
E il giudizio (negativo) va in qualche modo ridimensionato, aspettando al guado Hatchet 2.
Quanto pareva cialtrone e ruffiano Hatchet nel tentativo di rievocare le atmosfere degli slasher anni 80 e della Troma, quanto e' sofisticato e controllato Spiral, scritto e diretto con l'amico Joel Moore, gia' protagonista di Hatchet e in seguito nel cast di Avatar. Certo, lo script e' di quelli che promettono molto, molto di piu' di quello che mantengono, ma l'atmosfera jazz e malinconica e l'alchimia tra gli attori ( lei e' la magnifica Amber Tamblyn, indimenticabile prima vittima del remake di The Ring, protagonista di Joan of Arcadia e figlia di Russ Tamblyn, il mitico Dr.jacoby di Twin Peaks -nonche' Oscar per Peyton Place (1957)) centrano a pieno il bersaglio di un'operina non gridata e quasi confidenziale, che l'attore-scrittore Moore si e' cucita addosso con passione.
Ancora coaudiuvato da Will Barrat alla fotografia ma senza l'amico Moore, con Frozen Green cambia ancora  registro, fa un ulteriore salto di qualita' e riesce nell'impresa di rendere claustrofobica  una vicenda "sospesa" tutta in plein air. Il referente diretto e' Open water , ma piu' delle concessioni all'improbabile dello script, conta il meccanismo e la capacita' di distillare paura e angoscia con pochissimi elementi ( il buio,la natura, i volti). Un bell'esempio di cinema indie e una delle sorprese del 2010.

Dopo Hatchet 2, che sta avendo i suoi problemi con la censura, Green dirigera' Killer Pizza, la storia di un ragazzo che trova  un lavoro estivo presso una pizzeria chiamato Killer Pizza, che è in realtà una copertura per una organizzazione di caccia ai mostri...



SPIRAL (2007)Regia: Adam Green, Joel Moore Sceneggiatura: Joel Moore, Jeremy Danial Boreing
Fotografia: Will Barratt Montaggio: Cory Livingston Interpreti: Joel Moore, Amber Tamblyn, Zach Levi, Tricia Helfer, David Muller, Annie Neal Nazione: USA Anno: 2007
FROZEN (2010) Regista: Adam Green Sceneggiatura: Adam Green Cast: Kevin Zegers, Kane Hodder, Shawn Ashmore, Rileah Vanderbilt.



Monsters esce anche da noi?

A marzo avremo sui nostri schermi il pluripremiato indie movie Monsters di Gareth Edwards ? A conferma della notizia, il trailer nella nostra lingua madre. Da quello che si può vedere lo stile è un po' quello di District 9 che, nel bene o nel male , ha fatto senz'altro scuola...

Scream 4 : primo trailer

no comment..e c'e' anche Sookie..!